Il North American Network Operators Group ha tenuto il suo ultimo incontro a Miami a metà ottobre 2026. Il keynote di apertura, tenuto da Paul Brodsky di Telegeography, ha esaminato le forze che stanno trasformando l’infrastruttura Internet globale, tra cui il fabbisogno crescente di banda, i cavi di proprietà degli hyperscaler e i servizi satellitari in orbita terrestre bassa (LEO).

La domanda di Internet continua a crescere, anche se il ritmo è rallentato rispetto ai tassi eccezionalmente elevati registrati all’inizio degli anni Novanta. La presentazione di Brodsky ha indicato che l’attuale crescita annuale della banda internazionale è pari a circa il 30%. Ciò significa comunque aggiungere all’incirca 2 petabit al secondo (Pbps) di capacità ogni anno, con un fabbisogno annuale che, secondo le proiezioni, supererà i 10 Pbps entro il 2035.

Le reti di distribuzione dei contenuti e i punti di servizio replicati hanno contribuito a gestire la crescita avvicinando contenuti e servizi agli utenti. Resta tuttavia la pressione per espandere la capacità, mentre gran parte dell’infrastruttura dei cavi sottomarini installata all’inizio del secolo si avvicina al termine della sua vita utile, pari a circa 25 anni. Si prevede che entro il 2030 verrà dismesso circa un quarto dei chilometri di cavi sottomarini esistenti nel mondo.

Le nuove tecnologie per i cavi hanno aumentato la capacità di ciascun sistema e ridotto il costo unitario della banda. La combinazione di infrastrutture obsolete, domanda crescente e necessità di rotte più diversificate sta dando impulso a nuovi progetti. Si prevede che gli investimenti annunciati nei cavi ammonteranno a un totale compreso tra 5 e 6 miliardi di dollari all’anno dal 2026 al 2029, pari a circa 22 miliardi di dollari nel periodo.

Google, Meta, Microsoft e Amazon svolgono un ruolo sempre più importante nel finanziamento di questi sistemi. Secondo i dati presentati, le quattro aziende finanziano il 38% degli investimenti nei cavi per uso privato e partecipano al finanziamento tramite consorzi per un altro 25%. Il restante 37% non vede il coinvolgimento degli hyperscaler. La rotta transatlantica è particolarmente concentrata: l’85% degli investimenti è finanziato privatamente dagli hyperscaler.

Questo cambiamento riflette la capacità delle aziende di finanziare e gestire reti destinate ai propri servizi, oltre ai rischi che comporta affidarsi a un consorzio quando un singolo cliente rappresenta una quota rilevante dei contratti di locazione della capacità di un cavo. Solleva inoltre preoccupazioni in alcuni governi riguardo alla proprietà privata straniera di infrastrutture considerate critiche, compreso il controllo delle navi per le riparazioni e degli accordi di manutenzione.

Anche le reti satellitari LEO stanno ampliando le opzioni per la connettività globale. A differenza dei satelliti geostazionari, che orbitano a circa 36.000 chilometri e comportano ritardi significativi, i sistemi LEO si basano su grandi costellazioni di satelliti più piccoli. I satelliti trasferiscono le connessioni degli utenti man mano che si spostano, mentre i collegamenti laser possono inoltrare i dati attraverso la costellazione e contribuire a coprire gli oceani con un numero inferiore di stazioni terrestri. La presentazione ha riferito che questi servizi possono fornire centinaia di megabit al secondo, con capacità e latenza paragonabili alla banda larga terrestre per gli utenti dotati di un’antenna.

Brodsky ha messo a confronto la scala degli investimenti nelle piattaforme satellitari con quella dei cavi sottomarini. SpaceX ha speso oltre 20 miliardi di dollari per Starlink, mentre si prevede che la rete LEO di Amazon costerà 20 miliardi di dollari. Secondo la presentazione, nel terzo trimestre del 2026 Starlink ha registrato ricavi per 5,25 miliardi di dollari e un utile netto di 2,4 miliardi di dollari.

I due tipi di infrastruttura svolgono funzioni diverse. I servizi LEO si concentrano sull’accesso dell’ultimo miglio, soprattutto nelle aree remote o scarsamente servite, mentre i cavi sottomarini trasportano grandi volumi di dati tra reti e piattaforme dati. Brodsky li ha descritti come complementari anziché come concorrenti diretti, osservando al contempo che il servizio di Amazon potrebbe mettere in discussione la posizione di Starlink sul mercato. Resta da vedere quale sarà il suo posizionamento definitivo.

Fonti: APNIC Blog.