L’interruzione di Internet iniziata in Bangladesh il 18 luglio 2024 ha mostrato come servizi destinati a funzionare a livello locale possano dipendere anche da infrastrutture situate fuori dal Paese, secondo un articolo ospite pubblicato da APNIC. L’autore sostiene che gli operatori dovrebbero individuare e ridurre tali dipendenze prima che si verifichi un’altra interruzione.

L’interruzione non è stata causata da un guasto a un cavo. Internet Society Pulse ha riferito che entro il pomeriggio del 18 luglio la connettività in tutta l’economia era stata quasi completamente interrotta ed è ripresa gradualmente dopo circa cinque giorni. L’Open Observatory of Network Interference ha dichiarato che il blackout totale è durato dal 18 al 23 luglio, seguito da blocchi dei social media e delle app di messaggistica dal 24 al 31 luglio.

L’impatto economico è stato considerevole, anche se le stime variano. L’e-Commerce Association of Bangladesh ha stimato le perdite del settore intorno a 20 miliardi di BDT, mentre il calcolatore NetLoss di Internet Society ha quantificato le perdite in oltre 21 milioni di USD nei primi cinque giorni. Si tratta di stime, non di totali verificati tramite revisione contabile.

All’incontro INNOG 9, Sumon Ahmed Sabir di Fibre@Home ha discusso cosa accade quando le reti nazionali continuano a funzionare ma perdono i collegamenti con il resto di Internet. Tra gli esempi presentati figuravano resolver DNS all’estero, componenti di applicazioni basati sul cloud, API remote, sincronizzazione dell’ora e piattaforme di pagamento mobile. Ognuna di queste dipendenze può impedire il funzionamento di un servizio fornito localmente quando la connettività internazionale non è disponibile.

L’articolo raccomanda agli operatori di mappare i servizi che si affidano a infrastrutture situate fuori dal Paese, rafforzare l’infrastruttura DNS locale, individuare i contenuti critici che potrebbero essere ospitati localmente e verificare i piani di continuità rispetto a interruzioni prolungate, anziché limitarsi a brevi disservizi.

La connettività internazionale del Bangladesh si affida a un numero relativamente ridotto di rotte sottomarine e terrestri, tra cui SEA-ME-WE 4, SEA-ME-WE 5 e i collegamenti attraverso l’India. Durante i lavori di manutenzione su SEA-ME-WE 5 nell’aprile 2026, gli utenti hanno riscontrato connessioni più lente e alcune interruzioni, mentre SEA-ME-WE 4 è rimasto in servizio. Una capacità aggiuntiva, compresa quella prevista per SEA-ME-WE 6, potrebbe migliorare la resilienza, ma l’articolo afferma che gli operatori devono comunque capire quali servizi locali dipendono da infrastrutture esterne.

La stessa discussione ha preso in esame anche l’India, dove Ashutosh Zutshi di NEC India ha sottolineato la concentrazione della connettività internazionale in un numero limitato di punti di approdo, in particolare Mumbai e Chennai. L’articolo indica la diversità geografica e di rete, insieme alla capacità disponibile, come aspetti importanti della resilienza.

Fonti: APNIC Blog.