Internet Society chiede ai membri del Parlamento europeo di respingere gli emendamenti alla proposta di legge sulle reti digitali (DNA), avvertendo che potrebbero aprire la strada a tariffe per l’uso delle reti e indebolire la neutralità della rete. La relazione preliminare sarà presentata alla Commissione per l’Industria, la ricerca e l’energia del Parlamento il 10 novembre dal relatore, Michał Kobosko.
La Commissione europea ha pubblicato la proposta di DNA a gennaio. Internet Society afferma che gli emendamenti alla relazione preliminare vanno oltre il processo di conciliazione volontaria proposto dalla Commissione, imponendo a determinati servizi online di negoziare accordi di interconnessione con gli operatori di rete. La relazione classificherebbe come «fornitore di traffico significativo» un’azienda che veicola almeno il 2% del traffico di picco verso gli utenti dell’UE. Se i negoziati fallissero, un’autorità nazionale di regolamentazione potrebbe emettere una decisione vincolante.
L’organizzazione sostiene che questo approccio potrebbe comportare pagamenti obbligatori per l’uso delle reti. Contesta inoltre le affermazioni contenute nella relazione secondo cui il traffico online creerebbe esigenze di investimento insostenibili per gli operatori, citando le conclusioni del Body of European Regulators for Electronic Communications, secondo cui l’interconnessione IP funziona bene e il settore delle telecomunicazioni è finanziariamente solido.
Un’altra modifica proposta aggiungerebbe le reti di distribuzione dei contenuti (CDN) alla definizione di rete di comunicazione elettronica. Internet Society afferma che le CDN memorizzano nella cache i contenuti più vicino agli utenti per migliorarne la distribuzione sulle reti esistenti, anziché fornire connettività a Internet. Avverte che classificarle come reti di telecomunicazione potrebbe assoggettarle alle norme sull’interconnessione e sulla risoluzione delle controversie, ampliando potenzialmente la portata degli obblighi di pagamento.
Il gruppo afferma inoltre che la relazione indebolirebbe le tutele esistenti della neutralità della rete. Tra le modifiche che segnala, le misure di gestione del traffico sarebbero limitate solo quando le loro ragioni sono «esclusivamente» commerciali, mentre verrebbe eliminato l’obbligo di mantenerle in vigore per un periodo non superiore a quello necessario. La relazione allenterebbe inoltre le condizioni per i servizi specializzati, cosa che, secondo l’organizzazione, potrebbe consentire corsie preferenziali a pagamento.
La proposta estenderebbe gli obblighi di neutralità della rete ai fornitori di contenuti, ai fornitori di IA, ai sistemi operativi e alle CDN, qualora potessero influire sulla gestione del traffico o sulla qualità della distribuzione. Internet Society afferma che la condizione proposta è vaga e sostiene che le norme sulla neutralità della rete dovrebbero concentrarsi sui fornitori di accesso, che controllano la connessione degli utenti a Internet.
Internet Society chiede ai deputati europei di eliminare gli obblighi che impongono ai servizi online di negoziare l’interconnessione e di respingere la risoluzione vincolante delle controversie. Chiede inoltre di escludere le CDN dalla definizione di rete di telecomunicazione e di mantenere le tutele della neutralità della rete nell’ambito del regolamento sull’Internet aperta, ripristinando le garanzie eliminate dalla relazione. In una fase precedente del processo, l’organizzazione si è unita a più di 40 gruppi ed esperti nel chiedere modifiche alla proposta della Commissione.
Fonti: Internet Society.