Uno studio recente mette in discussione l'ipotesi comune secondo cui tutte le VPN offrono una visione uniforme di Internet quando si misura il traffico web da un'economia specifica. I ricercatori hanno scoperto che cambiare fornitore di VPN può alterare drasticamente quali server a cui un browser si connette e dove tali server sono geolocalizzati, portando a conclusioni contrastanti sulla dipendenza dall'infrastruttura domestica e sui flussi di dati transfrontalieri.

Per indagare questo fenomeno, il team ha sviluppato un sistema chiamato VPN-Scope, che visitava simultaneamente gli stessi siti web attraverso diversi fornitori utilizzando connessioni dalla stessa economia e città. Lo studio ha analizzato quattro grandi fornitori: ExpressVPN, NordVPN, ProtonVPN e Surfshark, in 14 economie in Europa e nelle Americhe. Nel corso di un periodo di tre settimane tra marzo e aprile 2025, il sistema ha effettuato 25 visite a 1.000 siti web selezionati per economia, registrando le posizioni dei server sia per le pagine principali che per le risorse incorporate come script e font.

I risultati hanno evidenziato significative discrepanze a seconda del fornitore scelto. In Cile, ad esempio, solo il 9,5% delle richieste sembrava essere servito a livello nazionale quando si utilizzava ExpressVPN. Al contrario, Surfshark e NordVPN hanno mostrato quote di servizio domestico rispettivamente del 62,7% e del 64,2%. Inoltre, la distribuzione del traffico verso altre economie variava enormemente; il Brasile rappresentava il 57,1% del traffico tramite ExpressVPN ma solo il 2,4% tramite NordVPN. Queste differenze suggeriscono che uno studio che utilizza un fornitore potrebbe concludere che un'economia è in gran parte autosufficiente nell'hosting, mentre un altro fornitore potrebbe ritrarre la stessa economia come fortemente dipendente dall'infrastruttura straniera.

Gli esperimenti DNS hanno ulteriormente rivelato che circa il 12% delle ricerche iniziali di dominio e il 31% dei domini di dipendenza restituiscono set di indirizzi diversi quando si confrontano due fornitori nella stessa economia. Tuttavia, queste differenze di indirizzo non si sono sempre tradotte in organizzazioni di hosting diverse. Nel 98% dei confronti di domini iniziali e nel 96% dei confronti di domini di dipendenza, le risposte DNS condividevano almeno un'organizzazione di hosting. Questo indica che, sebbene la scelta della VPN influisca fortemente sulla posizione geografica percepita del contenuto, ha un impatto più stabile sull'identificazione delle aziende che forniscono tale contenuto.

Lo studio attribuisce queste variazioni a fattori oltre le semplici impostazioni del browser, inclusi lo steering delle Content Delivery Network (CDN) e le decisioni di instradamento della rete. Anche quando le connessioni provenivano dalla stessa città, come Milano, potevano raggiungere server fisici in posizioni diverse come Francoforte a causa del modo in cui le reti instradano il traffico. Di conseguenza, ai ricercatori viene consigliato di trattare il fornitore di VPN come un componente critico della progettazione sperimentale piuttosto che come uno strumento neutrale.

Gli esperti raccomandano che gli studi futuri riportino impostazioni specifiche del fornitore e della connessione, verifichino le posizioni effettive dei nodi di uscita e considerino la ripetizione delle misurazioni attraverso più fornitori quando le conclusioni geografiche sono fondamentali. I risultati sottolineano che i risultati ottenuti tramite una singola VPN dovrebbero essere considerati come una prospettiva della rete piuttosto che come un'immagine obiettiva e indipendente dal fornitore dell'infrastruttura digitale di un'economia.

Fonti: APNIC Blog.