Uno studio sui costi di interconnessione a Internet in città e paesi ha rilevato che il peering è sostanzialmente meno costoso del transito IP. Utilizzando i prezzi pubblici delle porte degli Internet Exchange Point (IXP), dati proprietari sui prezzi del transito e un sondaggio tra gli operatori degli IXP, i ricercatori hanno esaminato il periodo dal 2018 al 2024.

Lo studio, “Dissecting the Cost of Peering”, di Anirudh Tagat e Amreesh Phokeer, stima un costo medio del peering di circa 0,05 $ per Mbps al mese, rispetto a circa 18 $ per il transito IP. Il divario variava a seconda della regione e dell’anno, ma nei mercati esaminati il transito era da decine a centinaia di volte più costoso. Nel periodo considerato i prezzi del transito sono diminuiti, mentre il peering ha mantenuto un significativo vantaggio in termini di costo.

Secondo il sondaggio tra gli operatori, in media le tariffe delle porte rappresentavano circa il 44% dei costi legati al peering. I costi di trasporto, colocation e cross-connect costituivano la maggior parte della quota restante. I ricercatori hanno affermato che la loro conclusione principale rimaneva valida anche considerando uno scenario in cui le tariffe delle porte rappresentavano la metà dei costi totali del peering.

L’analisi ha inoltre associato maggiori risparmi derivanti dal peering a prezzi più bassi della banda larga per i consumatori, a una copertura mobile più ampia e a ricavi complessivi più elevati nel settore delle telecomunicazioni. Ogni punto percentuale aggiuntivo di risparmio sul peering era associato a una diminuzione stimata di 4,50 $ al mese nei prezzi della banda larga e a un aumento di 4,8 punti percentuali della penetrazione mobile. I ricavi totali delle telecomunicazioni aumentavano di circa 2,3 punti percentuali, mentre il ricavo medio per utente cambiava poco.

I benefici rilevati si concentravano nelle economie soggette a una regolamentazione moderata e nei paesi a basso e a medio-basso reddito. Lo studio sottolinea che conta più il grado di partecipazione delle reti locali a un IXP che la semplice presenza di un punto di interscambio.

Gli autori sostengono che i decisori politici dovrebbero includere gli IXP nei piani nazionali per la banda larga e l’economia digitale. Raccomandano di sostenere un’interconnessione neutrale, aperta, volontaria e commercialmente sostenibile, insieme agli investimenti nei data center, nelle infrastrutture dorsali nazionali e nelle reti di accesso, invece di intervenire nelle singole negoziazioni di peering.

Fonti: Internet Society.