Cloudflare ha introdotto nuovi strumenti che consentono ai proprietari dei siti di monitorare gli agenti AI personali e controllare il modo in cui accedono ai siti web. L’azienda afferma che le modifiche mirano ad aiutare le imprese a distinguere l’attività degli agenti da altro traffico automatizzato e a decidere quali agenti consentire, limitare o bloccare.

Gli agenti personali agiscono per conto delle persone, effettuando richieste come confrontare prodotti, trovare informazioni di assistenza o completare acquisti. In Cloudflare Security Analytics, nel grafico Bot Analysis è ora presente una nuova categoria, «Personal Assistants», accanto alle altre classificazioni del traffico. Un nuovo widget elenca gli agenti che visitano un sito e il numero di richieste che effettuano. Filtrare per agente aggiorna anche le altre statistiche, mostrando i percorsi richiesti, i codici di risposta e le fonti di rete.

Per i siti che utilizzano Account Abuse Protection, disponibile secondo Cloudflare in accesso anticipato, i proprietari dei siti e i team antifrode possono vedere quale utente è rappresentato da un agente. Le visualizzazioni dell’attività degli account identificano gli agenti coinvolti negli eventi di accesso e registrazione, mentre gli analisti possono filtrare gli account in base all’attività degli assistenti AI. La panoramica dell’account elenca inoltre gli agenti associati a un utente, consentendo ai team di esaminare accessi insoliti e intervenire su un singolo account senza bloccare un agente per tutti gli utenti.

Cloudflare sta inoltre ampliando la funzionalità Agents già esistente e rinominando l’impostazione «AI Crawler and Agent access policies». In Security Settings, i proprietari dei siti possono impostare una politica generale e scegliere un’opzione separata per ciascun agente personale supportato: consentirlo, bloccarlo nelle pagine con pubblicità oppure bloccarlo. Le politiche Search e Training esistenti restano invariate.

Durante la procedura di aggiunta di un nuovo sito a Cloudflare, ai proprietari viene chiesto se monetizzano le pagine con pubblicità e le politiche consigliate vengono adattate alla risposta. Le impostazioni possono essere modificate in seguito in Security Settings.

Cloudflare afferma che identificare gli agenti è solo una parte della sfida. L’azienda sta anche lavorando a modalità rispettose della privacy per trasmettere il contesto dell’utente attraverso gli agenti, valutarne la reputazione e stabilire forme di responsabilità. Afferma che intende condividere ulteriori informazioni man mano che collabora con gli operatori degli agenti e con altri soggetti dell’ecosistema.

Fonti: Cloudflare Blog.